Carlo Verdone e Claudia Gerini hanno festeggiato i 30 anni di Viaggi di nozze al Bif&st di Bari. Attorno al teatro Petruzzelli, la folla di fan e appassionati si è cominciata ad accalcare dalle 7 della mattina di sabato 29 marzo per assistere all’incontro con i due attori

«Oggi rifare Viaggi di nozze sarebbe difficile, ci sarebbero altre tematiche e poi c’è molta omologazione, quindi sarebbe complicato rifare un film del genere», ha detto Verdone. «Pensavo di aver dipinto un’epoca ma stavo solo anticipando tante nevrosi, tante fragilità che si sarebbero verificate successivamente».

Sulle persone che lo hanno aspettato fuori dal teatro, nonostante il freddo e il maltempo e che attendono con fermento la proiezione della pellicola, ha commentato: «Mi rendono felice. Vuol dire che quel film è rimasto nell’immaginario collettivo, ma ha anche anticipato molte cose sulle dinamiche di coppia e le famiglie allargate. Pensiamo alla figura del medico che schiaccia sua moglie in modo terribile, si parla tanto di patriarcato e quello ne è un esempio».

Gerini, scoperta dal grande pubblico proprio nei panni di Jessica, sintetizza così la profondissima amicizia con Verdone: «Fra di noi c’è una cosa inspiegabile, una magia, una chimica attoriale. Sul set diventiamo una coppia. Per me esiste una vita prima di Viaggi di nozze e una dopo, ho capito dopo quel film che potevo essere un’attrice brillante, addirittura comica, che potevo recitare con un attore di tale levatura».  Ma qual è il segreto di Viaggi di nozze? «Fa ridere – spiega Verdone – e nello stesso tempo c’è il dramma, la solitudine. Ed era scritto benissimo».

Nell’incontro con pubblico, visibilmente emozionato (ha spalancato le braccia per regalare un immenso abbraccio) ha sottolineato la necessità di sostenere i giovani autori, la carenza di caratteristi e dedicato un pensiero a Francesco Nuti, Massimo Troisi ed Eleonora Giorgi. «Voglio essere ricordato – ha concluso – come il regista che amava le sue attrici. Essendo nato in una famiglia matriarcale, devo tutto alle donne. Ho più amiche donne che uomini, trovo le donne più interessanti, più sensibili, più irrazionali».

L’incontro con il pubblico del Bif&st è anche l’occasione per fare il bilancio di una carriera infinita: «Quando ho iniziato a girare film – ha ammesso Verdone – non pensavo di poter durare così tanto, mi stavo preparando già un piano B. Invece sono arrivato a 47 anni di lavoro grazie all’affetto del pubblico».

Poi il gran finale: «Dopo 30 anni siamo sempre strani», ammette Gerini. La verità, conclude Verdone, «è che più vado vado avanti più vedo che è la gente a essere strana».