Ospite di Nunzia De Girolamo nella seconda puntata di “Ciao Maschio” in onda domani in seconda serata, Mauro Repetto racconta gli anni in cui faceva parte dello storico duo degli 883 e del motivo che lo spinse a lasciare:

“Ero quello che era visto in filigrana, diciamo quasi un fantasma, però non dimenticare che quello che era di fronte, il frontman, il leader del gruppo, era ed è il mio miglior amico (Max Pezzali, ndr), quindi non c’è mai stato nessun screzio fra noi due. Semplicemente non era finito un sogno, ma ne avevo un altro. Sono andato via proprio perché in quanto egocentrico volevo seguire tutti i miei sogni e dare tutti i mezzi per realizzarli. Sono andato in America ed ho bevuto ghiacciata questa bottiglia dell’American Dream, ma ho fatto bene’’.

Repetto ha ricordato anche la sua infanzia:

“Quando ero bambino mia mamma mi picchiava di brutto e mi metteva in castigo. Mi ha sempre forgiato in una maniera proprio all’antica, fino all’adolescenza. Da quel momento in poi è diventata la mamma più dolce del mondo, ma fino all’adolescenza voleva proprio, forse non lo so, prepararmi in una maniera quasi militaresca. Cioè, mi dava un po’ di veleno per iniettarmi il veleno della vita, avere l’antidoto. Io ero un po’ terribile, come adesso. Anche da piccolo ero così energetico. Mia mamma oggi è felice solo di vedermi e non pensa assolutamente al successo, ma solo a vedere se sono dimagrito, se sono ingrassato, se mangio bene. C’è una cosa che mi vergogno a dire, cioè che lei mi dà ancora la mancia. Anche se io non ne avrei bisogno, mi da la paghetta. Io l’accetto, come se avessi ancora 12 anni”.